Prima della maledetta galera

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Quando si buttò sulla branda e sentì le molle del materasso vecchio che s’infilavano tra le scapole ammise di essere scosso. Gli occhi pizzicavano pericolosamente e si voltò verso il muro. Sin da bambino si sentiva più protetto, girato verso il muro.

— Giudaaa — lo chiamò il compagno di cella, che strascicava sempre le ultime lettere.

Non rispose.

— Oh, Giudaa.

— Che vuoi — borbottò.

— Tutto bene?

Si girò facendo cigolare tutto. — Sì, tutto bene — disse. — Grazie — aggiunse. — Non ti preoccupare.

L’intonaco era inciso, c’erano delle iniziali, dei disegnini sconci. Pensò a Selene e gli si contrasse lo stomaco.

— Lo sai che se non parli ti trasferiscono — aveva detto la guardia, appena si era acceso la sigaretta. — E a quelli non importa che sei italiano. Ti fanno parlare — aveva detto.

Lui aveva continuato a fumare in silenzio, ma aveva iniziato a sudare freddo.

Pensò a casa sua, grande e pulita, a casa di Selene quando non c’erano i genitori, ai campi scout dove lei non si sa come riusciva a lavarsi tutti i giorni. Agli altri e a Miché, a quella sera. A tutto quello che era successo prima della maledetta galera e gli si strinse lo stomaco ancora di più.

Doveva uscire di lì. Prima che lo facessero parlare.


Capitoli:

  1. Giuda
  2. Era fortunato
  3. Mai acceso il fuoco coi bacchetti
  4. Prima della maledetta galera

 

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Qui si apre una serie di domande _per me_ interessanti, che riguardano sia il livello di verità nella storia sia la quantità di se stesso che l’autore mette nella storia.

Sono riflessioni relativamente nuove per me, ma sul livello di verità, che credo si collochi su una linea immaginaria tra i due estremi irraggiungibili di totale finzione e totale realtà, penso di volermi tenere circa nel mezzo, con la possibilità di spaziare un po’ qua e là.

Sull’inserire me stessa nella storia, invece, non provo il desiderio di andare oltre a un concetto del tipo ‘in un certo senso io sono tutti i miei personaggi’. Non provo, affatto, il desiderio di diventare io stessa un personaggio. Mi riservo ulteriori elaborazioni del concetto.


Il blocco dello scrittore (Fabbri editori), di Maura Parolini e Matteo Curtoni

Compio 30 anni, torno in Italia, pubblico un libro

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Sono tornata ieri da un anno di volontariato in Spagna e sento già una nostalgia spappola cuore, oggi compio 30 anni (i nuovi 20, no?) e c’è un mio romanzo in giro per il web!

GRIFO, edito da Lettere Animate, è un romanzo fantasy medievale che racconta una guerra di religione. Prima c’era in giro solo l’ebook, ora si può avere anche la versione cartacea.

Ebook su Amazon a €1.99 [.mobi]

Ebook su BookRepublic a €1.99 [.epub]

Cartaceo su Amazon a €16.15

Lunghezza stampa: 265

Editore: Lettere Animate Editore

Pubblicazione: 7 luglio 2016

Isbn: 9788868827786

Asin: B01I4FG1VY

Il Re di Grifo è vecchio e stanco. L’Ecclesia è corrotta e sempre più il popolo si volge alla nuova eresia che giunge dal nord.

Irio dei Gastaldi, figlio cadetto del Re, brama il trono e complotta contro il fratello primogenito.

Figli degli Dei vogliono riconquistare il potere perduto. L’eretico Clodoveo Ventonero deve conquistare un regno alla sua fede.

CronoRea e Nineve, assoldati da Irio, muovono eventi che non comprendono appieno, parte pedine e parte giocatori, cercando di scrollarsi di dosso i dubbi e la morale.

Se hai un blog e sei interessato a far uscire una segnalazione/recensione scrivimi a elisa.emiliani.86 [@] gmail.com e ti mando volentieri l’ebook! :)

grifo-la-mappa-del-regno

Mappa by Marco Sevino

Incipit

1. L’uomo dell’Inquisizione

I

Erano alcuni anni ormai che il cuore gl’infuriava in petto mentre saliva al dodicesimo piano. Si concesse una breve sosta, aggrappandosi al bastone, prima di ripartire alla scalata della torre. Anche così sarebbe arrivato in anticipo al Concilium.

Giunto in cima rimuginò per l’ennesima volta sulla propria caparbia. Non poteva certo fingere di essere nel pieno della forza fisica, allora perché si ostinava a svegliarsi quando le allodole ancora tacevano e arrancare da solo per gli innumerevoli gradini che elevavano il Concilium sopra le teste dei comuni mortali?

La stanza circolare era stretta ma raggiungeva i cinquanta piedi di altezza. Guardare in alto gli dava le vertigini ma la vista indugiava raramente sulle travi massicce del soffitto, soffermandosi piuttosto sui rosoni di vetro piombato raffiguranti i Principi Generatori. Vita e Morte, Ordine e Caos osservavano la città di Streio dalla più alta delle sue torri e scrutavano il regno di Grifo determinandone il destino. O meglio solevano farlo quando l’Ecclesia non era minacciata da eresia e corruzione.

Lo scranno che aveva occupato per oltre mezzo secolo al tavolo divino si trovava tra Ordine e Morte, in corrispondenza dell’effige di Iusmet, la Santissima Dea della Giustizia. Era Lei la risposta ai suoi interrogativi, Lei il motivo per cui non osava cedere alla stanchezza. Ogni volta che sentiva le membra infiacchirsi e tremare sotto il peso della vecchiaia la Sua immagine gli dava forza. Non era pronto ad abbandonare il suo incarico, non ancora. Evaldo da Nivefonti, Figlio della Dea Iusmet della Giustizia doveva fare ancora molto per l’Ecclesia. Così sedette al suo posto per riprendere fiato e meditare. Raddrizzò la schiena e assunse l’espressione severa consona al suo ruolo, preparandosi ad affrontare i suoi pari.


Note doverose – o: Ringraziamenti

Grifo è ispirato a un gioco di ruolo. In un passato remoto, Rossana venne da me con un foglietto scarabocchiato, entusiasta, raccontandomi di aver avuto un’idea per un’ambientazione.

A quel tempo avevamo giocato a D&D, ma l’idea di Rossana era molto diversa. Così nacque Grifo, un gioco di ruolo narrativo. I personaggi del romanzo sono quelli che giocavamo, quindicenni, in quel di Faenza.

Quindi ringrazio Rossana, che oltre ad aver creato il mondo ha anche giocato Irio; Debora che impersonava Nineve; ovviamente l’immancabile Margherita/Rea e infine Laura che giocava la piccola Linetta. Crono, se ci fossero dubbi, era mio.

Il romanzo l’ho scritto io ma Ilenia si è prestata a infinite revisioni; Rossana ha aggiunto i suoi preziosi tagli di regia; Margherita mi ha aiutato a superare alcuni scogli di trama; Marco ha disegnato una mappa con abnegazione da amanuense. Mia madre mi ha stressato fin quando non l’ho finito, così come mio padre e le mie sorelle. Insomma, sarebbe davvero disonesto da parte mia parlare di Grifo come di un mio romanzo.

È il nostro romanzo, decisamente.

Branco .2 Caccia

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Serie: Branco – .1 Giuda


Lanciarmi nelle fratte mi riusciva perfettamente naturale, dovevo avere un istinto molto sviluppato, un’affinità naturale col bosco perché era raro che mi slogassi una caviglia, o anche solo sbucciassi un gomito. Tra me e me lo chiamavo il ballo e mi piaceva. Mi piaceva ballare tra gli arbusti, aggrappandomi a un tronco sottile per bilanciarmi lanciandomi giù per un pendio scosceso ricco di boscaglia, lanciarmi da un tronco all’altro, franare per un paio di metri accumulando terriccio e foglie sotto gli scarponi, acquattarmi a terra, annusare l’aria, lanciarmi di nuovo in caccia.

Ci mettemmo pochissimo ad acciuffarlo, era uno scout del primo anno, un ragazzino sveglio che avrebbe potuto darci del filo da torcere, ma si era fatto prendere dal panico.

Lo prese Kara, atterrandolo in un abbraccio da cuccioli. Per lei tutto era un gioco, forse a causa dei genitori nerd.

– Preso! Smetti di divincolarti, hai perso!

Il piccolo grugnì. Aveva dodici anni, capelli crespi, il corpo che era un unico fascio di muscoli e occhi che lanciavano saette. Sembrava il gemello malvagio di Peter Pan.

– Michele, no? – chiese Kara allentando la presa.

– Michè – sputò lui.

Veniva dal sud, alcuni nel gruppo non lo trattavano troppo bene. Nemmeno troppo male, però Michele, o Michè, finiva col starsene sempre sulle sue. Figlio di migranti, pensò Giuda, io non lo sono mai stato. Chissà i figli miei.

– Torniamo al fuoco – disse Rachele quando li raggiunse. – Ci vuole un processo.

Kara ridacchiò, Selene sospirò, ma tutti tornarono al fuoco, tirandosi dietro Miché che pareva non apprezzare di essere al centro dell’attenzione.

 


Img: Guerrilla Radioby myxomatosia