Palestra Holden

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Editoria


Nel 2013 ho frequentato un corso serale alla Scuola Holden (Palestra Holden). Riporto qui gli appunti. Dopo qualche anno posso dire che:

  • il corso radunava studenti di livelli molto diversi. C’era chi non aveva mai scritto un racconto, figuriamoci un romanzo;
  • l’utilità è stata bassissima a livello sia di nozioni che di contatti (inclusi i contatti con i compagni di corso);
  • avrei potuto non frequentare il corso e sarebbe stato lo stesso.

E’ stato utile solo ai fini della motivazione, come pagare la palestra (appunto) per obbligarsi a fare sport.

Con piacevole sorpresa ho scoperto che la scuola offre sì un biennio molto costoso, ma anche una serie di corsi sciolti a prezzi abbordabili (trattasi della Palestra Holden).

Così, per la cifra di 140 euro iva inclusa, mi sono iscritta al corso Il Romanzo e sono stata contattata alcune settimane dopo per la conferma.

Lezione 1:

La Scaletta di un romanzo è come il modellino di una nave.

Tempi di scrittura di un romanzo: 7/8 mesi, un anno con inclusa la trafila editoriale (per un professionista, dico io, perché dovendo mandare il manoscritto alle ce in prima persona è meglio calcolare un paio d’anni :P)

50 punti di scaletta circa per un romanzo di 200 pagine.

QUALITÀ DEL ROMANZIERE:

1. Determinazione

2. Capacità di stare contemporaneamente fuori e dentro la storia

[Linee di Nazca, Ragno]

La fotografia è scattata dall’alto e ritrae un enorme ragno inciso nella terra, in un altopiano del Perù, a un tempo in cui non c’erano elicotteri o sofisticati strumenti tecnologici. Dunque sorge spontanea la domanda: come hanno fatto a inciderlo nel terreno senza avere una visione dall’alto? Come hanno mantenuto le proporzioni? Questo è lo stesso compito che aspetta il romanziere.

La capacità di guardare dall’alto si esercita leggendo romanzi in modo critico.

3. Scegliere

Aver fiducia nella storia che si sta raccontando e seguire quella.

4. Pazienza

Far decantare la storia.

La narrazione rappresenta una porzione del mondo.

A differenza del mondo reale, la narrazione è meno rischiosa, più comprensibile, finita, ordinata e significativa.

***

Testi suggeriti:

– La vergogna (Coetzee)

– Democrazia: che cosa può fare uno scrittore? (Pascale e Rastello)

Lezione 2

Scaletta della canzone Albergo a ore di Gino Paoli

Il testo:

lo lavoro al bar
d’un albergo a ore
porto su il caffè
a chi fa l’amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali,
non le vedo più
manco con gli occhiali…
Ma sono rimasto là come un cretino
vedendo quei due arrivare un mattino:
puliti, educati, sembravano finti
sembravano proprio due santi dipinti !
M’ han chiesto una stanza
gli ho fatto vedere
la meno schifosa,
la numero tre !
E ho messo nel letto i lenzuoli più nuovi
poi, come San Pietro,
gli ho dato le chiavi
gli ho dato le chiavi di quel paradiso
e ho chiuso la stanza, sul loro sorriso !
lo lavoro al bar
di un albergo a ore
porto su il caffè a chi fa l’amore.
Vanno su e giù
coppie tutte eguali
non le vedo più
manco con gli occhiali !
Ma sono rimasto là come un cretino
aprendo la porta
in quel grigio mattino,
se n’erano andati,
in silenzio perfetto,
lasciando soltanto i due corpi nel letto .
Lo so, che non c’entro, però non è giusto,
morire a vent’anni e poi, proprio qui !
Me Ii hanno incartati nei bianchi lenzuoli
e l’ultimo viaggio l’ han fatto da soli:
né fiori né gente, soltanto un furgone,
ma là dove stanno, staranno benone !
lo lavoro al bar
d’un albergo ad ore
portò su il caffè
a chi fa l’amore…
lo sarò un cretino
ma chissà perché
non mi va di dare a nessuno
la chiave del tre !

La scaletta:

– Il portiere dell’albergo a ore è cinico e disinteressato ai clienti

– Arriva un coppia diversa

– Il portiere prepara loro la stanza migliore, la 3

– Li trova morti nel letto

– E’ amareggiato dal loro suicidio

– Vede che la polizia li porta via (partecipazione, li sente suoi)

– Il portiere non da più a nessuno le chiavi della stanza 3

Per scrivere la scaletta è necessario individuare la gerarchia degli elementi importanti nel racconto.

Punto di vista: del narratore, del personaggio, del lettore. Nel caso dio un romanzo scritto in prima persona il pdv del narratore e del personaggio coincidono.

Ellissi e inferenze: i fatti che non vengono narrati si chiamano “ellissi” mentre quelli che vengono dedotti si chiamano “inferenze”.

Esistono diversi tipi di ellissi/inferenze:

1. Cose non importanti per la storia (es. tragitto casa/lavoro)

2. Cose ovvie (andare in bagno, mangiare)

3. Cose molto importanti che il lettore deve inferire.

Si sceglie il pubblico decidendo come lavorare sull’inferenza.

La struttura del romanzo non sarà del tipo:

A_________________B

quanto piuttosto del tipo:

A_   _____   __    _   ___B

Tra una linea e l’altra, deve essere il lettore a gettare un ponte elaborando un’inferenza.

Lezione 3

Il pescatore [De Andrè]

All’ombra dell’ultimo sole 
s’era assopito un pescatore 
e aveva un solco lungo il viso 
come una specie di sorriso. 

Scena: vedo un pescatore (anziano), di sera, assopito.

Venne alla spiaggia un assassino 
due occhi grandi da bambino 
due occhi enormi di paura 
eran gli specchi di un’avventura. 

Scena: vedo un giovane, sconvolto. Inferisco che stia scappando.

Nelle prime due strofe quindi vengono introdotti i personaggi: il pescatore e l’assassino.

Si tratta del “set-up“, ovvero del chi/come/quando. Questi tre elementi hanno importanza ai fini del conflitto successivo (la richiesta del cibo) in quanto la minaccia dell’assassino è verosimile in un luogo isolato: una spiaggia di pescatori, di sera.

E chiese al vecchio dammi il pane 
ho poco tempo e troppa fame 
e chiese al vecchio dammi il vino 
ho sete e sono un assassino. 

A questo punto inizia la storia. Il colpo di scena genera il conflitto: il giovane chiede al vecchio pane e vino, dicendo di essere un assassino.

Il colpo di scena genera una serie di possibili biforcazioni della storia. Cominciamo ad avere una storia quando i personaggi si trovano in conflitto, hanno la possibilità di fare una scelta, cambiare.

Il conflitto non è chiuso finché mi pongo delle domande: che cosa fa l’assassino?

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno 
non si guardò neppure intorno 
ma versò il vino, spezzò il pane 
per chi diceva ho sete e ho fame. 

E fu il calore d’un momento 
poi via di nuovo verso il vento 
davanti agli occhi ancora il sole 
dietro alle spalle un pescatore. 

Dietro alle spalle un pescatore 
e la memoria è già dolore 
è già il rimpianto d’un aprile 
giocato all’ombra di un cortile. 

L’assassino continua a fuggire e ricorda la sua infanzia (innocenza vs omicidio).

Vennero in sella due gendarmi 
vennero in sella con le armi 
chiesero al vecchio se lì vicino 
fosse passato un assassino. 

Altro colpo di scena che genera un nuovo conflitto, una nuova scelta.

Ma all’ombra dell’ultimo sole 
s’era assopito il pescatore 
e aveva un solco lungo il viso 
come una specie di sorriso 
e aveva un solco lungo il viso 
come una specie di sorriso.

Quando scrivo una storia devo controllare le inferenze, il set-up e il conflitto. Devo generare nel lettore delle domande.

Storie: macchine che servono alle persone per provare emozioni indirette.

La canzone di De Andrè presenta una Struttura in 3 atti (deriva dalla tragedia greca): inizio, conflitto, scioglimento.

Il protagonista è colui che viene messo di fronte al cambiamento. Devo scegliere un personaggio in grado di generare un conflitto.

Lezione 4

IL PERSONAGGIO.

Esercizio: descrivere se stessi in 30 parole.

Film: Il sorpasso

Si può parlare di un personaggio descrivendo le cose che Fa e la cose che Ha.

Osservare: stabilire una relazione tra come la vita si presenta e come la vita è.

Devo mostrare cosa c’è dentro tramite la descrizione di cosa c’è fuori.

Creare personaggi unici, intersezioni di molteplici caratteristiche.

Lezione 5

Consiglio: Cercare le affinità tra gli autori che si leggono, per capire che tipo di storie si vuole scrivere.

VERGOGNA (DI COETZEE)

Vergogna è un romanzo che chiede numerose inferenze sul piano emotivo (quando David si rifiuta di difendersi dalle accuse, ad esempio).

David è un uomo solo, vive nella sua testa con proiezioni idealistiche, pensa di non essere scalfibile, ama l’idea della misura. Poi è costretto a uscire dai suoi limiti. E’ un cacciatore di donne alla fine della sua carriera, è invecchiato ma torna a cacciare una ragazza molto giovane, una preda debole. E’ patetico e lo sa.

Lezione 6

Ricapitolando, si è parlato di:

– Scaletta

– Inferenze (lavoro del lettore)

– Struttura (ad esempio in 3 atti, messa in moto da un conflitto)

– Personaggi

Esercizio: descrivere la stanza in cui si trova in 20 parole

Due vecchie finestre dagli infissi color fumo. Fuori l’inizio della primavera. Dentro banchi di legno e lavagna, più un televisore fuori posto.

Esercizio: descrivere una scena di sesso in 20 parole

Sbuffava su di lei come un mantice surriscaldato e dalla fronte gli colava un sudore limpido.

Lo amo, decise la ragazza.

Nelle descrizioni è importante cercare di usare diversi sensi, non solo la vista: usare almeno 3 sensi per ricreare la realtà, per dare l’idea di tridimensionalità.

La trasformazione emotiva del personaggio determina la percezione dell’ambiente.

Prima della maledetta galera

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Quando si buttò sulla branda e sentì le molle del materasso vecchio che s’infilavano tra le scapole ammise di essere scosso. Gli occhi pizzicavano pericolosamente e si voltò verso il muro. Sin da bambino si sentiva più protetto, girato verso il muro.

— Giudaaa — lo chiamò il compagno di cella, che strascicava sempre le ultime lettere.

Non rispose.

— Oh, Giudaa.

— Che vuoi — borbottò.

— Tutto bene?

Si girò facendo cigolare tutto. — Sì, tutto bene — disse. — Grazie — aggiunse. — Non ti preoccupare.

L’intonaco era inciso, c’erano delle iniziali, dei disegnini sconci. Pensò a Selene e gli si contrasse lo stomaco.

— Lo sai che se non parli ti trasferiscono — aveva detto la guardia, appena si era acceso la sigaretta. — E a quelli non importa che sei italiano. Ti fanno parlare — aveva detto.

Lui aveva continuato a fumare in silenzio, ma aveva iniziato a sudare freddo.

Pensò a casa sua, grande e pulita, a casa di Selene quando non c’erano i genitori, ai campi scout dove lei non si sa come riusciva a lavarsi tutti i giorni. Agli altri e a Miché, a quella sera. A tutto quello che era successo prima della maledetta galera e gli si strinse lo stomaco ancora di più.

Doveva uscire di lì. Prima che lo facessero parlare.


Capitoli:

  1. Giuda
  2. Era fortunato
  3. Mai acceso il fuoco coi bacchetti
  4. Prima della maledetta galera

 

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Qui si apre una serie di domande _per me_ interessanti, che riguardano sia il livello di verità nella storia sia la quantità di se stesso che l’autore mette nella storia.

Sono riflessioni relativamente nuove per me, ma sul livello di verità, che credo si collochi su una linea immaginaria tra i due estremi irraggiungibili di totale finzione e totale realtà, penso di volermi tenere circa nel mezzo, con la possibilità di spaziare un po’ qua e là.

Sull’inserire me stessa nella storia, invece, non provo il desiderio di andare oltre a un concetto del tipo ‘in un certo senso io sono tutti i miei personaggi’. Non provo, affatto, il desiderio di diventare io stessa un personaggio. Mi riservo ulteriori elaborazioni del concetto.


Il blocco dello scrittore (Fabbri editori), di Maura Parolini e Matteo Curtoni

Compio 30 anni, torno in Italia, pubblico un libro

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Sono tornata ieri da un anno di volontariato in Spagna e sento già una nostalgia spappola cuore, oggi compio 30 anni (i nuovi 20, no?) e c’è un mio romanzo in giro per il web!

GRIFO, edito da Lettere Animate, è un romanzo fantasy medievale che racconta una guerra di religione. Prima c’era in giro solo l’ebook, ora si può avere anche la versione cartacea.

Ebook su Amazon a €1.99 [.mobi]

Ebook su BookRepublic a €1.99 [.epub]

Cartaceo su Amazon a €16.15

Lunghezza stampa: 265

Editore: Lettere Animate Editore

Pubblicazione: 7 luglio 2016

Isbn: 9788868827786

Asin: B01I4FG1VY

Il Re di Grifo è vecchio e stanco. L’Ecclesia è corrotta e sempre più il popolo si volge alla nuova eresia che giunge dal nord.

Irio dei Gastaldi, figlio cadetto del Re, brama il trono e complotta contro il fratello primogenito.

Figli degli Dei vogliono riconquistare il potere perduto. L’eretico Clodoveo Ventonero deve conquistare un regno alla sua fede.

CronoRea e Nineve, assoldati da Irio, muovono eventi che non comprendono appieno, parte pedine e parte giocatori, cercando di scrollarsi di dosso i dubbi e la morale.

Se hai un blog e sei interessato a far uscire una segnalazione/recensione scrivimi a elisa.emiliani.86 [@] gmail.com e ti mando volentieri l’ebook! :)

grifo-la-mappa-del-regno

Mappa by Marco Sevino

Incipit

1. L’uomo dell’Inquisizione

I

Erano alcuni anni ormai che il cuore gl’infuriava in petto mentre saliva al dodicesimo piano. Si concesse una breve sosta, aggrappandosi al bastone, prima di ripartire alla scalata della torre. Anche così sarebbe arrivato in anticipo al Concilium.

Giunto in cima rimuginò per l’ennesima volta sulla propria caparbia. Non poteva certo fingere di essere nel pieno della forza fisica, allora perché si ostinava a svegliarsi quando le allodole ancora tacevano e arrancare da solo per gli innumerevoli gradini che elevavano il Concilium sopra le teste dei comuni mortali?

La stanza circolare era stretta ma raggiungeva i cinquanta piedi di altezza. Guardare in alto gli dava le vertigini ma la vista indugiava raramente sulle travi massicce del soffitto, soffermandosi piuttosto sui rosoni di vetro piombato raffiguranti i Principi Generatori. Vita e Morte, Ordine e Caos osservavano la città di Streio dalla più alta delle sue torri e scrutavano il regno di Grifo determinandone il destino. O meglio solevano farlo quando l’Ecclesia non era minacciata da eresia e corruzione.

Lo scranno che aveva occupato per oltre mezzo secolo al tavolo divino si trovava tra Ordine e Morte, in corrispondenza dell’effige di Iusmet, la Santissima Dea della Giustizia. Era Lei la risposta ai suoi interrogativi, Lei il motivo per cui non osava cedere alla stanchezza. Ogni volta che sentiva le membra infiacchirsi e tremare sotto il peso della vecchiaia la Sua immagine gli dava forza. Non era pronto ad abbandonare il suo incarico, non ancora. Evaldo da Nivefonti, Figlio della Dea Iusmet della Giustizia doveva fare ancora molto per l’Ecclesia. Così sedette al suo posto per riprendere fiato e meditare. Raddrizzò la schiena e assunse l’espressione severa consona al suo ruolo, preparandosi ad affrontare i suoi pari.


Note doverose – o: Ringraziamenti

Grifo è ispirato a un gioco di ruolo. In un passato remoto, Rossana venne da me con un foglietto scarabocchiato, entusiasta, raccontandomi di aver avuto un’idea per un’ambientazione.

A quel tempo avevamo giocato a D&D, ma l’idea di Rossana era molto diversa. Così nacque Grifo, un gioco di ruolo narrativo. I personaggi del romanzo sono quelli che giocavamo, quindicenni, in quel di Faenza.

Quindi ringrazio Rossana, che oltre ad aver creato il mondo ha anche giocato Irio; Debora che impersonava Nineve; ovviamente l’immancabile Margherita/Rea e infine Laura che giocava la piccola Linetta. Crono, se ci fossero dubbi, era mio.

Il romanzo l’ho scritto io ma Ilenia si è prestata a infinite revisioni; Rossana ha aggiunto i suoi preziosi tagli di regia; Margherita mi ha aiutato a superare alcuni scogli di trama; Marco ha disegnato una mappa con abnegazione da amanuense. Mia madre mi ha stressato fin quando non l’ho finito, così come mio padre e le mie sorelle. Insomma, sarebbe davvero disonesto da parte mia parlare di Grifo come di un mio romanzo.

È il nostro romanzo, decisamente.