[Romanzo Sci-fi distopico, ambientazione italiana]

Non poteva vomitare dentro la tomba, che poi era solo un buco nel terreno con un cadavere dentro. C’era il prete, però. Si chinò a guardare nella macchia di buio più scuro, non vide niente e si tirò indietro barcollando.

– Era una troia ma è morta bene – disse qualcuno. Non il prete.

Lena drizzò le orecchie. Non pioveva, anzi, era una di quelle sere d’estate con un cielo blu cobalto che faceva sentire innamorati. Chissà quanti ne aveva visti di quei cieli la Gramigna, a pancia in su in camporella. Si era data quel soprannome da sola, la Gramigna, perché ne aveva passate tante ma era ancora lì. Fino a quando non si era impiccata al noce, povera crista.

Elisa Emiliani, classe 1986, romagnola d’origine ma ha studiato a Torino, vissuto in Inghilterra e Spagna ed è recentemente tornata a vivere nel ravennate dove gestisce progetti di mobilità internazionale. Ha curato la rubrica ‘Problemi d’identità seriale’ per la rivista Inkroci e pubblicato alcuni romanzi con piccole case editrici (Ibrido, urban fantasy; Frontiera, fantascienza distopica), ma soprattutto si dedica a nuove sperimentazioni narrative che racconta sul blog IsaThidGreen.

389 8443025

elisa.emiliani.86@gmail.com