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il mondo parallelo dell’adolescenza

Mi ha colpito come possono colpire le prese di coscienza improvvise, quel momento di gestalt in cui i pezzi di un mosaico che nemmeno pensavi essere un mosaico improvvisamente s’incastrano.

L’adolescenza è la mia ossessione, che ritorna sempre nelle storie che scrivo, che cerco senza nemmeno essere consapevole nelle storie che leggo, nelle serie tv che guardo, nel lavoro che faccio.

L’adolescenza, perché ha una caratteristica che rispecchia perfettamente il mio “codice psicologico” (nella mia personalissima concezione, l’equivalente immateriale del codice genetico): l’adolescenza è incastrata tra due mondi, quindi è essa stessa un mondo parallelo, che a livello narrativo si può declinare e modellare e manipolare.

Da quando ho pensato questa roba qui… mi è venuta un’idea di trama che potrebbe anche essere interessante… chissà :)

Catnip edizioni indice “Voci nel buio: concorso di una notte intorno al fuoco”

Una casa editrice piccola e di qualità, a cui sono particolarmente affezionata, ha indetto un concorso gratuito, scadenza 31 luglio!

*Dice scadenza 30 giugno ma è stata posticipata al 31 luglio :)

VOCI_VOL

Il bando è qui: http://www.catnipedizioni.it/voci-nel-buio-concorso-di-una-notte-intorno-al-fuoco/

Buona scrittura!

Dietro le quarte – la mia prima volta…

E’ la prima volta che mi dedico a una storia vera, e ovviamente ne ho scelta una bella tosta. Un ginepraio, a detta di tutti. Ad alto rischio querela, per dirne una, con le due parti belle agguerrite, impossibile accontentarle entrambe, probabilmente le scontenterò entrambe e verrò risucchiata in questo delirio.

E va bene, ma in tutto ciò quello che davvero mi preoccupa è di non possedere i mezzi tecnici, la maestria artigiana, diciamo così, per assemblare i pezzi e fare un libro che renda giustizia alla storia.

Lo so che dopo aver raccolto e ordinato il materiale, non c’è altra soluzione se non mettersi a scrivere e poi limare come se non ci fosse un domani. O anche andare giù d’accetta, senza problemi. Però ho paura di iniziare, non so, voglia e paura allo stesso tempo. Sarà come perdere la verginità? La mia prima volta… con una storia vera.

Dietro le quarte – eh? dico perché scrivi?

L’altro giorno stavo andando, rigorosamente a piedi, verso lo studio del moroso (che in romagnolo vuol dire fidanzato senza l’anello). Fa il pittore, nel senso che dipinge quadri, e per arrivare al suo studio si passa da un parchetto che di sera brulica di spacciatori, ma di giorno è molto carino.

Passavo dal parchetto e intrattenevo con me stessa una conversazione immaginaria (cosa piuttosto frequente). Perché scrivi? Mi chiedevo. Non mi capita spesso di chiedermelo, davvero, ma questa volta forse avevo una risposta, così mi sono concessa di pormi la domanda.

Ho 30 anni e quasi nessun tipo di istinto materno, ma in questi giorni mi è capitato di pensare che mi sarebbe piaciuto avere una figlia. Qualcosa a che fare col passaggio generazionale di un baule pieno di tarocchi e libri di magia che tengo in camera da letto.

Così passando per il parchetto pensavo che nel prossimo romanzo ci sarebbero state una madre, e una figlia.

Scrivo quello che non posso, o non voglio, avere. Un fratello gemello, un’avventura, una casa, poteri magici. Che poi tutto viri al tragico è un’altra questione… o forse anche nella funzione non riesco a fingere del tutto.


Img: Finzioneby LeRougeLeNoir