#Ruggine #BottegaDiNarrazione

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Sshhh, ascolta. Ti capita mai, nel silenzio e nella penombra, quando sei sola a letto e dalla finestra filtra la luce di un lampione, per esempio, o di una macchina che proietta strisce di luce sul muro. In questa solitudine tutta urbana dove i suoni sono quelli dell’asfalto e ogni piccola persona vive nel proprio piccolo spazio, ti capita mai di intravedere i mostri?

A me sì. È una percezione sottile, un’intuizione che svanisce nel momento in cui la macchina passa e il muro torna del suo colore piatto, ma per un attimo li sento, evanescenti, smisurati che solcano la città con enormi zampe di ragno.

A volte, amica mia, fisso un punto nello spazio, per esempio la mia camera da letto, vedo la testiera del letto, la sedia su cui appoggio i vestiti, l’armadio. Cose normali ma ho la impressione nettissima che basterebbe pochissimo, un piccolo giro di vite perché mi fosse svelato l’orrore dietro tutto questo, perché questa normalità si trasformasse, o meglio, svelasse la sua vera natura e con essa una realtà troppo terrificante per essere compresa dalla ragione e in quel caso, amica mia, temo che mi accovaccerei in un angolo a gemere come un’anima all’inferno.

Dunque ti chiedo, ti capita mai d’intravedere i mostri?

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