LIV 54 .: 6 :. Sagome di cartone

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Lunedì mattina, esami del sangue alle 7 all’ospedale. Auto parcheggiata a due isolati di distanza.

Non era male aggirarsi presto la mattina qualche volta.

Livia passava per questa via quando andava al liceo.

C’era sempre quella croce in alto, sul tetto della galleria che attraversa in alto la strada. Avanzava guardando in alto, per vedere la croce abbassarsi e il tetto sollevarsi. Si ripiegavano passo dopo passo come le sagome di in un libro di cartone.

Ancora non c’erano le bici degli studenti, troppo presto. Arriveranno sulle otto. Sì, lezione iniziava alle otto, meno cinque forse.

“Ma no, è luglio, sono in vacanza loro, maledetti.”

Passato il liceo si percorreva un viale per arrivare all’ospedale.

Era in anticipo, c’erano quattordici persone davanti alla porta chiusa degli ambulatori prelievi.

“Quattordici… dovrei farcela in tempo per lavoro.”

“Al massimo avviserò.”

Guardò il cellulare. Niente posta. Anche le newsletter non c’erano ancora, troppo presto. Arriveranno sulle dieci. Meglio così, meglio guardare un po’ fuori.

Ginko biloba. Grande, con le foglie tutte verdi.

Diventeranno gialle, quel giallo perfetto che mette in autunno.

Prima si va un po’ al mare, poi viene autunno.

La porta si aprì. Entrò in fila a passi stretti. Con l’impressione che avrebbe appena dato una leccata a quell’estate, come un cono gelato che ti cade subito per terra.

 

Img: Roma, Garbatella by nasht-01

 

 

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