LIV 54 .: 1 :. Pensieri esausti dell’ufficio

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eur_by_nasht_01-d3gh1n8Livia attraversava il prato, a piedi, dall’uscita dell’azienda al parcheggio del supermercato. Il profumo dell’erba spezzata sfumò di estate i pensieri esausti dell’ufficio. Era al campeggio di tanti anni fa, castagni verdi attraversati dal sole, barbeque di pietra con la graticola arrugginita che avrebbe tanto voluto accendere stasera. Arrivò al cordolo di cemento, lo superò. Sandali alti sull’asfalto, assestò sulla spalla il manico della borsa e passò le porte scorrevoli di vetro.
Cosa dovevo comprare?
Due yogurt, una busta di insalata, il resto c’era. Due yogurt. Yoga, stasera yoga. Stava per finire il corso, è giugno.
Blip! Blip! scontrino. Bancomat.
Riattraversava il parco, con la borsina di plastica al polso; rallentò due passi, in mezzo all’aiuola incolta. Un respiro più lungo per il profumo del prato. Ma era ora di andare. E comunque mancavano ancora due mesi e mezzo alle ferie. Aveva anche un po’ fame, ma si sentiva lo stomaco gonfio, come se avesse mangiato chissà cosa al posto dell’avanzo di zucchine e ceci.
La macchina era un forno. Il parcheggio aveva alberi ancora troppo piccoli. Ci metteranno anni a diventare grandi per fare ombra abbastanza. Il soffio dell’aria condizionata la portò fino a casa.

Img: EUR  by nasht

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