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Serie: Branco


C’era qualcosa di strano nell’espressione del Teo. Normalmente sarebbe stato furioso, deluso, invece aveva la faccia tutta tesa di preoccupazione.

Si fermò a un paio di passi dal fuoco. Io ero in piedi ma gli altri erano immobili come statue, osavano a malapena respirare. Mi voltai a vedere cosa stesse combinando Miché e non lo trovai. Un fruscio nelle fratte poco distanti mi strappò un sorriso.

– Vi devo parlare – disse Teo. Aveva un’aria così grave che al momento pensai ci volesse espellere tutti quanti dall’AGESCI, per sempre e con disonore. Nonostante tutto mi salì un groppo in gola e invidiai Michè nascosto in mezzo ai cespugli. Diavolo d’un ragazzino.

– Abbiamo ricevuto delle notizie, molto gravi. Sono da prendere seriamente, credetemi – si fermò un attimo, lo vidi deglutire sotto la barba, si torceva le mani.

– C’è stato un colpo di stato, non si sa ancora bene come, ma pare che fosse sostenuto da qualche potenza straniera. Il movimento scout è stato sciolto. Stiamo mandando tutti a casa.

Kara ridacchiò. – E’ il gioco notturno!

Gli altri si mossero leggermente, sospirarono, borbottarono qualcosa.

– Ho paura di no – disse Teo, e il branco tornò a immobilizzarsi. Era una caratteristica che ci accomunava, forse era innata o forse l’avevamo presa uno dall’altro. Nei momenti di tensione rimanevamo fermi, i muscoli tesi, i sensi all’erta.

-Ricky, i tuoi genitori sono già qui. E’ meglio che tu vada subito.

– Come? Cosa? – protestò Riccardo, allacciando senza accorgersene la mano a quella di Kara.

– Vai a fare lo zaino, i tuoi genitori stanno aspettando.

Cadde un silenzio immobile. Un colpo di stato, pensai. Sarà vero? Il fascismo aveva sciolto il movimento scout, una volta.

– Ricky, vai – dissi. – Ci sentiamo appena arriviamo anche noi.

Gli altri si svegliarono come da un incubo. Ricky si alzò, baciò Kara, ci abbracciammo. Il fuoco scoppiettava in un’atmosfera completamente diversa e mi chiesi da quanto tempo la natura assistesse inerte al trambusto degli uomini. Niente era cambiato, solo una notizia nelle nostre teste.

Poi Ricky se ne andò, Teo invece rimase ed era ancora più teso di prima.

– Ragazzi – disse. Si accovacciò vicino al fuoco e automaticamente ci avvicinammo tutti.

– Ho una proposta da farvi. Un incarico da offrirvi, se credete. Potete rifiutare, è naturale, accettare sarebbe una follia, a dire il vero. Ma mi è stato chiesto di scegliere un gruppo tra i miei e gli unici siete voi.

Quello che ci bisbigliò quella notte calda d’estate, sulle note della resina di pino che scoppiettava nel fuoco, ci causò un sacco di problemi nei mesi a venire.


Img: Guerrilla Radioby myxomatosia

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