Branco .3 Fuoco

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Serie: Branco – .1 Giuda – 2. Caccia


– Beh, Michè, si può sapere perché ci spiavi? – chiesi al ragazzino.

I ragazzi erano tornati a svaccarsi attorno al fuoco, si sentivano solo i grilli, lo scorrere dell’acqua nel ruscello poco sotto e gli scoppiettii della legna di pino che bruciava. Nessuno parlava, aspettavano che fossi io a dire qualcosa, evidentemente, a decidere cosa fare del piccoletto. E va bene, pensai.

– Devi rispondere, Michè. Perché ci spiavi?

Se ne stava accartocciato un po’ in disparte, ma non sembrava che volesse scappare. Ogni tanto sbirciava il fuoco e guardava gli altri che stavano mezzi sdraiati e parlottare, bere, fumare. Io sapevo che in realtà erano concentratissimi su Michè, ma non volevano darlo a vedere. In effetti era impossibile che quel ragazzino non ci piacesse. Secco come un chiodo, bello, malandrino ed emarginato. Come non amarlo?

– Allora?

Michè fece uno scatto esasperato con le braccia. Irascibile e irritabile si aggiungevano alla lista di pregi del nanerottolo.

– Volevo stare un po’ con voi.

– E perché? – trillò Kara dall’altro lato del fuoco.

Michè sbuffò. – Perché siete quelli diversi. Pensavo che mi potevate fare un tatuaggio.

Kara si mise a ridere come una matta ma applaudì assieme a tutti gli altri.

Sì, piaceva a tutti. – Vai a sederti vicino al fuoco, no? Per il tatuaggio vedremo – dissi. Piaceva anche a me.

Feci per tornare al mio posto attorno al fuoco, già assaporando nelle narici l’odore di Selene, quando sentimmo distintamente dei passi pesanti, passi che non si nascondevano.

Teo era un bravo capo ma molto, molto severo. Non era cattivo, ma ci rimaneva proprio male quando i suoi esploratori (ci chiamava così) trasgredivano le regole. In fondo gli volevamo bene, quindi era per evitare a noi stessi una bella punizione e per risparmiare a lui una delusione che lavorammo freneticamente per una trentina di secondi cercando di spegnere cicche e seppellire alla meno peggio lattine di birra.

Quando emerse dalla boscaglia, però, Teo non guardò neanche per terra, non commentò l’odore di fumo e nemmeno il fatto che stavamo facendo un fuoco ‘illegale’ dopo il camaludu.

– Siete qui – disse solo, con una voce come se avesse cento anni. – Vi devo parlare.


Img: Guerrilla Radioby myxomatosia

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