HMS Coral ~ 2 ~ Rotta per il Capo

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Alba, vento da Nord-Est.

Il sole aveva appena dato il cambio di guardia alla notte. Volevo ripercorrere i passi chiave della rotta per il Capo mentre mi portavo al castello di poppa, diretto al tavolo del carteggio del capitano. Ma avevo in testa i giudizi non richiesti degli ufficiali di marina che avevano sempre da dire la loro sul mio lavoro. Uno particolarmente lo odiavo più di tutti gli altri.

Il ponte non è una lunga camminata per togliersi di testa i pensieri inutili, ero già arrivato. Avrei tanto voluto una formula magica per levarmi dalla testa tutta quella merda. E magari anche vedere una scotta attorcigliarsi a qualche caviglia di codardo e risucchiarlo fuori bordo. Cosa non impossibile a Capo Horn col clima che fa abitualmente.

Entrai, erano tutti presenti. Dalle finestre quadrate entrava una luce indorata dal vetro tinto di giallo.

<< Buongiorno Signori.>>

Scotte serpentine che svuotavano la stanza dai coglioni, questo immaginavo sul momento. Il Capitano poteva rimanere a bordo, decisi fra me e me, perchè le mie idee buone le aveva sempre prese sul serio. Mi disse col suo tono basso e levigato:

<< Signor Hastling, ci illustri la rotta per il passaggio di Capo Horn >>.

Mi rivolsi a tutti i presenti, mentre sulla carta spinsi la prima squadra al dunque:

<< Doppieremo il Capo a questa distanza dalla costa. E per arrivare qui con il vento in angolazione favorevole sarà necessario prima allontanarci…>>

<< Troppo vicino. E’ chiaramente troppo sotto costa >> prese a dire con insistenza l’ufficiale più anziano. Aggiunse numerose osservazioni sulle possibilità di mutamento del vento e sugli spazi di manovra necessari.

Lo lasciai finire, dovevo. Finalmente potei domandare:

<< Quindi ci sta indicando di spingerci più a Sud? >>

<< Non tanto a Sud da incontrare i ghiacci. >> si difese prontamente.

<< Qualche punto più a Sud che nemmeno le bussole riusciranno a distinguere con la deviazione che hanno questi strumenti? >>

<< Si possono sottrarre le deviazioni…>>

<< Divagare sui calcoli è superfluo. >> intervenne il Capitano. << Nessuno di noi ha mai visto il Capo, siate concreti. >> Era vero, era tutta teoria e diari di uomini più grandi di noi che cercavamo di eguagliare. Colsi quella breccia nell’orgoglio generale per recapitare il mio messaggio:

<< E’ per questo che voglio portarci a navigare più vicino a ciò che vedremo, la terra, mantenendo invece più acqua fra noi e ghiacci. Le secche possiamo avvistarle meglio e non si muovono con la corrente. Per manovrare ci serve solo il vento nella giusta direzione, di piazze d’armi per le manovre in grande stile non ce ne saranno. >>

<< E se non verrà quel vento che volete? >>

<< Lo aspetteremo qui in Atlantico. >> fu il Capitano a rispondere. Bene, era avvallata la mia rotta. Nessuno mi tolse più la parola e descrissi il piano sulla carta.

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