Da Philip Dick alla MARVEL, elogio equilibrato della superficialità

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MV5BNTQzMDUwNjg1NF5BMl5BanBnXkFtZTgwMzE0NjcxNDE@._V1_UY317_CR56,0,214,317_AL_Radio Free Albemuth è un film del 2010 tratto da un romanzo molto oscuro di Philip Dick. E’ un film da puristi tratto da un romanzo da puristi, secondo me ad oggi la migliore trasposizione cinematografica di un lavoro di Dick (dopo, forse, Blade runner che comunque aveva tanti aspetti hollywoodiani), che ovviamente non ha avuto il minimo successo. Ne hai sentito parlare per caso? Probabilmente no. Se ami Philip Dick guardalo.

In ogni caso, ne parlo oggi perché ieri sera ho visto qualche puntata della serie MARVEL Agent Carter. Che dire, è un telefilm Marvel, senza infamia e senza lode, ma mi ha colpito perché ci ho ritrovato niente di meno che Shea Whigham, nella parte del capo sezione dell’agenzia segreta come-si-chiama, che in Radio Free Albemuth interpretava il vecchio Phil.

La prima cosa che ho pensato è stata: probabilmente il buon Shea accetta queste parti (Marvel) per campare e si dedica a progetti più interessanti (Philip Dick) per passione.

NOTA: ovviamente queste sono speculazioni, non so cosa pensi Shea Whigham e anche se sarebbe interessante scoprirlo non è rilevante ai fini di questa riflessione.

Poi mi sono detta: ma forse invece ci si diverte a fare i telefilm della Marvel. Non è forse vero che io mi diverto a guardarli?

E mi è tornata in mente una cosa che mi ha detto un’amica mesi fa, bevendo Baylis su una panchina: che ha imparato ad apprezzare la superficialità. Detto da una filosofa che sta prendendo una seconda laurea in teologia è un’affermazione con un certo penso, no?

Non è che voglia andare a parare da qualche parte, sto parlando tanto per parlare, ma pensare queste cose mi ha fatto sentire meglio nei confronti della Marvel, di me stessa quando guardo la Marvel, mi sono sentita meglio anche nei confronti della possibilità che Philip Dick, se fosse vivo per guardare i telefilm della Marvel, magari ogni tanto ne guarderebbe uno strafatto di qualcosa.

Bom, buona giornata :)

2 pensieri su “Da Philip Dick alla MARVEL, elogio equilibrato della superficialità

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