CENERE – I liberi pensatori

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Le cose avevano iniziato a degenerare, per Febe Velleri e compagnia, con la comparsa dei Liberi Pensatori. Ash poteva quasi vedere l’epistola di Paola Dalmasso tremare nelle mani perfettamente curate di Febe.

Miei cari (Paola li chiamava sempre cari, come una specie di zia),

Alex è appena tornato a T. e sono felice di sapere che state tutti bene. Oggi vi scrivo per due ragioni.

Primo, ho messo le mani su niente meno che L’uomo a una dimensione di Marcuse in versione integrale. È un’adorabile edizione tascabile tutta sottolineata e piena di note, doveva essere di una studentessa, che confido sarà una perla per la nostra piccola biblioteca.

Secondo, abbiamo ricevuto una proposta. È un gruppo antagonista, so cosa pensate, ma pare che sia molto ben organizzato, che sta raccogliendo consensi e collaboratori per le prime fasi di un progetto a lungo termine. Lavorano online, ma si assicurano sempre di essere protetti, sono hacker o programmatori o quello che è, Lily ci capirà sicuramente qualcosa di più. Vi allego il loro manifesto (mi ricorda quello del nostro vecchio blog, che nostalgia! Ma è più orientato, diciamo così, ai risvolti pratici della rivoluzione culturale). Il nostro aiuto gli serve per fornire una base teorico filosofica al progetto. Vi chiedo di rifletterci e rispondere il più rapidamente possibile, qui tutto succede così in fretta che non ci si sta dietro.

Vi auguro una piacevole lettura e spero che deciderete di accordare a questi giovani compagni la vostra fiducia, perché credo che possano provocare una bella scossa.

Sempre vostra, irrimediabilmente sovversiva,

Paola.

Maledizione – aveva detto Febe, probabilmente, portandosi un’unghia alla bocca e strappando delicatamente pezzetti di pelle. Alex l’aveva osservata in silenzio estrarre il manifesto dal pacco postale.

Liberi Pensatori, eh? Ma per carità – disse, però leggendo si entusiasmava. Dopo un attimo andò alla scrivania e prese una penna, iniziò ad annotare correzioni e idee. Estrasse dal pacco il nuovo libro, ringraziò il Signore che concedeva loro quella grazia, e si buttò sull’introduzione. Le sembrava di riuscire a respirare dopo un lunghissimo periodo in apnea. Lesse avidamente le note scritte a margine con una biro rossa e provò un amore intenso per la persona che le aveva scritte, cercò di immaginarne la vita e la morte, poi tornò a concentrarsi sul testo.

Si può fare – diceva di tanto in tanto con occhi enormi. Alex guardava lei e la finestra, annuendo talvolta, accettando il cambiamento che stava per coinvolgerli tutti.

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